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Fonte:magazine.ciaopeople.com

Quarto Conto Energia 2011: pronta la bozza del decreto sulle energie rinnovabili.

Non torna comunque il sereno nel settore del solare anzi, Angelo Bonelli dei Verdi spiega: "Con questo decreto il governo ha deciso di affossare un settore che nello scorso anno ha creato occupazione quanto quattro stabilimenti di Mirafiori.

Per questo motivo noi Verdi domani saremo in piazza Montecitorio con gli operatori delle rinnovabili per ribadire il nostro sostegno agli occupati e agli imprenditori di un settore fondamentale per il futuro dell'Italia". Nel quarto conto energia, è previsto che nel corso del periodo che va dal 1° giugno 2011 e per tutto il 2012, i grandi impianti fotovoltaici usufruiranno di un totale di 820 mln così divisi: 447 mln fino a dicembre 2011, 373 mln fino alla fine del 2012 .

L'introduzione del decreto ministeriale fa riferimento invece, ad una progressiva diminuzione delle tariffe che “da un lato miri ad un allineamento graduale dell’incentivo pubblico con i costi delle tecnologie, in linea con le politiche adottate nei principali paesi europei e, dall’altro mantenga stabilità e certezza sul mercato”. La bozza del decreto determina le nuove tariffe degli incentivi erogati per le fonti di energia rinnovabili. Le tariffe verranno applicate agli impianti tra il 1 giugno 2011 ed il 31 dicembre 2016. Quindi non ci sarà come inizialmente si era previsto una riduzione drastica del tetto degli incentivi . Il Commissario ha chiesto che “il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d'incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle Rinnovabili senza il rischio che gli investimenti privati diventino incerti e troppo costosi”. Dopo le polemiche innescate dall'Unione Europea per il decreto legislativo sulle energie rinnovabili, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso nota la bozza del Quarto conto energia 2011. Günther Oettinger, Commissario europeo per l'Energia, attraverso una lettera aveva espresso preoccupazioni e mosso critiche al ministro Paolo Romani.

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